La finanza spaventa più dell’anno dei Maya
Shock dei mercati, debito pubblico, disparità nella distribuzione del reddito fanno molta più paura delle catastrofi naturali.
La finanza fa più paura delle catastrofi naturaliNon sono più le grandi catastrofi naturali a preoccupare, secondo l’indagine condotta tra 469 esperti (manager, politici, professori universitari ed esponenti della società civile), bensì le questioni socioeconomiche, che derivano dai cronici squilibri fiscali e dalle disparità nella distribuzione dei redditi. Un tempo, la fonte principale dei disordini sociali erano cibo ed acqua, oggi il mondo è molto più vulnerabile agli shock finanziari che i governi non sono stati capaci di arginare (la crisi europea ne è l’esempio più recente). I movimenti di “indignati”, che hanno manifestato nei mesi scorsi in molte città nel mondo e davanti a Wall Street e Piazza Affari, portestano proprio contro le inefficienze del sistema finanziario, lo strapotere delle banche e la speculazione.
Il rischio in casaCambia la geografia dei rischi dalle aree emergenti ai paesi industrializzati, quelli che storicamente sono stati la culla dei cambiamenti economici, sociali e tecnologici. Quelli in cui c’è sempre stata molta fiducia nel progresso ed ora ci sono chiari segnali di distopia. Da un lato, i giovani hanno poche prospettive di trovare lavoro, dall’altro chi va in pensione paga il prezzo di sistemi previdenziali pubblici che non sono più sostenibili. Il risultato è un senso di insicurezza e precarietà.
Il lato oscuro della tecnologiaAnche la tecnologia presenta oggi i suoi lati oscuri. Ha pervaso ogni aspetto della nostra vita privata e professionale, siamo interconnessi e una grande quantità di nostri dati viaggiano online. Senza dubbio, sono molti i vantaggi (si pensi al ruolo di Internet nella Primavera araba), ma anche i rischi, dagli attacchi degli hacker, alla violazione della privacy, agli abusi nell’uso dei social network. Inoltre, il terremoto in Giappone l’anno scorso ha mostrato i limiti della tecnologia di fronte alla forza della natura, con la catastrofe della centrale nucleare di Fukushima.
Analfabetismo finanziarioIl rapporto individua 50 rischi globali, raggruppati nelle categorie “economia”, “ambiente, “geopolitica” e “società”, oltre ai cosiddetti “X factor”, fattori emergenti che meritano ulteriori approfondimenti. Tra questi figura l’analfabetismo finanziario a diversi livelli: l’incapacità dei governi di regolare e monitorare in modo efficace il sistema finanziario; degli stati e delle aziende di gestire i propri bilanci; e dei singoli individui di garantirsi un adeguato livello di benessere una volta terminata l’attività lavorativa.
In cima all’agenda ci sono le sempre maggiori disparità nella distribuzione dei redditi e gli squilibri fiscali. Ma anche i rischi del cyberspazio. In passato c’erano le catastrofi naturali, contro le quali spesso l’uomo è impotente, oggi ci sono problemi socio-economici, che possono e devono essere risolti, c’è bisogno di idee nuove c’è bisogno di giovani preparati ed ambiziosi, dove per ambizione non s’intende la voglia e la necessità di affermarsi a tutti i costi, e con qualsiasi mezzo, ma la capacità di fare con umiltà e qualità che inevitabilmente porta al successo e l’affermazione, c’è bisogno di persone che sappiano ascoltare, e che quest’ascolto si traduca nella capacità di risolvere situazioni oramai troppo radicate dove l’azione porta inevitabilmente a dei sacrifici, ed inevitabilmente a classi sociali o categorie che manifestano il loro disappunto. Ma se questo serve per migliorare le cose ….ben venga
A presto
Mauri
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